Il francobollo dedicato all’Archivio di Stato di Napoli è stato emesso il 24 novembre 2025 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy all’interno della serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”. La carta valore postale riporta l’indicazione tariffaria B zona 1, pari a 1,35 euro. La tiratura è di 200.025 esemplari, raccolti in fogli da quarantacinque unità. La stampa è realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con tecnica rotocalcografica su carta bianca patinata neutra autoadesiva con imbiancante ottico, con grammatura di 90 g/m² e supporto siliconato in carta Kraft da 80 g/m². Il bozzetto è opera di Emanuela L’Abate. La vignetta raffigura una pagina miniata del Codice di Santa Marta, conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, che mostra la figura di Santa Marta con veste azzurra, mantello rosso e velo bianco, accompagnata dalla Tarasca, il mostro da lei sconfitto secondo la tradizione agiografica. La composizione utilizza cinque colori, distribuiti per valorizzare i dettagli della miniatura e la resa cromatica del manoscritto.
L’Archivio di Stato di Napoli ha origine nel 1808, quando Gioacchino Murat istituì l’Archivio Generale del Regno per riunire la documentazione prodotta dalle istituzioni borboniche e dagli organismi amministrativi del territorio. La sede attuale è nel complesso dei Santi Severino e Sossio, antico monastero benedettino fondato nel X secolo e successivamente ampliato, che conserva ancora elementi architettonici rinascimentali e barocchi. L’Archivio custodisce fondi di grande rilievo storico, tra cui atti della Cancelleria angioina e aragonese, documentazione amministrativa del Regno di Napoli, registri fiscali, pergamene, mappe e collezioni iconografiche. Il Codice di Santa Marta, scelto per il francobollo, è un manoscritto miniato del XV secolo legato alla confraternita omonima, testimonianza della produzione artistica e religiosa dell’epoca. L’emissione celebra il ruolo dell’istituto nella conservazione della memoria documentale del Mezzogiorno e nella tutela di un patrimonio archivistico che copre oltre sette secoli di storia politica, sociale e culturale.
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