lunedì 26 gennaio 2026

VIDKUN QUISLING (1887 -1945)

 

    Vidkun Quisling è una figura centrale e controversa della storia europea del Novecento, il cui nome è diventato sinonimo universale di tradimento. Nato nel 1887 in Norvegia, figlio di un pastore luterano, Quisling ebbe una formazione colta e articolata. Studiò all’Accademia Militare, distinguendosi per intelligenza e disciplina, e nei primi anni della sua carriera sembrò destinato a un futuro rispettabile all’interno delle istituzioni norvegesi. Partecipò a missioni umanitarie e diplomatiche in Europa orientale e in Russia, entrando in contatto con ambienti internazionali e maturando una visione ideologica sempre più complessa, segnata da nazionalismo, autoritarismo e antisocialismo. Negli anni Trenta fondò il partito Nasjonal Samling, ispirato ai movimenti fascisti europei, ma il consenso popolare rimase estremamente limitato e Quisling non riuscì mai a ottenere un reale peso politico attraverso le elezioni. La sua occasione arrivò con l’invasione tedesca della Norvegia, il 9 aprile 1940. In quel contesto drammatico, Quisling si autoproclamò capo del governo in un discorso radiofonico, collaborando apertamente con le forze naziste e cercando di legittimare il colpo di mano come un atto necessario per salvare il Paese dal caos. 



    In realtà il suo governo non fu mai riconosciuto come legittimo dalla maggioranza dei norvegesi e rimase strettamente subordinato all’occupazione tedesca. Nel 1942, con l’appoggio delle autorità naziste, Quisling divenne ministro presidente, assumendo un ruolo di primo piano nell’amministrazione collaborazionista. Durante il suo regime furono introdotte leggi autoritarie, repressa l’opposizione politica e perseguitati ebrei e dissidenti. La deportazione degli ebrei norvegesi verso i campi di sterminio avvenne anche con la collaborazione delle autorità locali, segnando una delle pagine più tragiche della storia del Paese. Quisling cercò di presentarsi come difensore dell’indipendenza norvegese all’interno di una nuova Europa guidata dalla Germania, ma questa narrazione non convinse né la popolazione né la resistenza, che rimase attiva per tutta la durata dell’occupazione. Con la sconfitta della Germania nazista nel 1945, il suo destino fu rapidamente segnato. Arrestato, processato e accusato di alto tradimento, collaborazionismo e crimini gravi contro lo Stato, Quisling affrontò un processo pubblico che ebbe un enorme valore simbolico per la Norvegia liberata. La condanna a morte venne eseguita nell’ottobre del 1945. Da allora il suo nome ha assunto un significato che va oltre la vicenda personale. “Quisling” è entrato nel linguaggio comune di molte lingue per indicare chi tradisce il proprio Paese collaborando con un nemico occupante.