Joséphine Baker, nata Freda Josephine McDonald nel 1906 a Saint Louis, crebbe in un ambiente povero e segnato da tensioni razziali. Lavorò fin da bambina come domestica e baby-sitter, abbandonò la scuola a dodici anni e a tredici si sposò per la prima volta. Dopo un secondo matrimonio si trasferì a New York, dove entrò nel mondo dello spettacolo come sostituta in Shuffle Along e poi in The Chocolate Dandies. Nel 1925 arrivò a Parigi con la Revue nègre e divenne rapidamente una delle principali vedette del music-hall francese grazie a uno stile che univa danza moderna, jazz e folklore afroamericano. Le sue esibizioni alle Folies Bergère, il celebre costume di banane e la presenza scenica contribuirono alla sua fama internazionale. Negli anni trenta partecipò a tournée europee e sudamericane, incise canzoni di successo come J’ai deux amours e recitò nei film Zouzou e La principessa Tam Tam. Nel 1937 ottenne la cittadinanza francese sposando Jean Lion. Durante la Seconda guerra mondiale collaborò con il controspionaggio della Francia Libera, sfruttando la sua notorietà per muoversi tra paesi diversi, raccogliere informazioni e trasportare documenti nascosti negli spartiti o cuciti negli abiti.
Operò in Francia, Portogallo, Spagna e Marocco, contribuendo alla preparazione dell’Operazione Torch e sostenendo reti di fuga per ebrei perseguitati. Per il suo impegno ricevette la Legion d’onore, la Médaille de la Résistance e la Croix de guerre. Nel dopoguerra continuò la carriera artistica e si impegnò nella lotta contro il razzismo, rifiutando locali segregati e partecipando alla marcia su Washington del 1963 accanto a Martin Luther King, dove intervenne in uniforme dell’aeronautica francese. Negli anni cinquanta adottò dodici bambini di origini diverse, formando la “tribù arcobaleno” con l’obiettivo di dimostrare la possibilità di convivenza tra culture differenti. Le spese per il castello des Milandes e per la famiglia portarono a gravi difficoltà economiche, e l’amica Grace Kelly la sostenne offrendole aiuto e ospitalità a Monaco. Negli anni settanta tornò al successo con spettacoli all’Olympia, al Carnegie Hall e al Bobino, sostenuti da personalità come Grace Kelly, Ranieri III e Jackie Onassis. Morì nel 1975 a Parigi dopo un’emorragia cerebrale, pochi giorni dopo il trionfo della sua ultima rivista. Ai funerali ricevette onori militari e una vasta partecipazione pubblica. Nel 2021 è stata ammessa simbolicamente al Pantheon di Parigi come prima donna nera a ottenere tale riconoscimento.
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