La California Republic nacque il 14 giugno 1846 quando trentatré coloni americani dell’Alta California si ribellarono al governo messicano, occuparono Sonoma e proclamarono un’entità indipendente destinata a durare fino al 9 luglio. Le tensioni erano cresciute dopo che le autorità messicane avevano vietato agli immigrati statunitensi di acquistare o affittare terre, mentre gli Stati Uniti completavano l’annessione del Texas. La regione, trascurata dal Messico dopo il 1821, era diventata semiautonoma e nel 1845 il governatore Manuel Micheltorena era stato sostituito da Pío Pico, mentre José Castro controllava il nord da Monterey. In questo contesto il presidente James Polk perseguiva politiche espansionistiche e inviò esploratori per monitorare la situazione. Tra questi John Charles Frémont, che dopo scontri con Castro si spostò in Oregon, dove ricevette un messaggio segreto da Washington che interpretò come segnale dell’imminente guerra, decidendo di tornare in California. Nell’aprile 1846 la nave USS Portsmouth arrivò a Monterey e si spostò nella baia di San Francisco.
Il 10 giugno alcuni ribelli catturarono 170 cavalli destinati a Castro e decisero di prendere Sonoma, dove viveva il generale Mariano Guadalupe Vallejo. Il 14 giugno occuparono la città senza resistenza, arrestarono Vallejo e issarono la Bear Flag, con un grizzly e una stella rossa. William B. Ide fu eletto comandante e proclamò la California Republic, dichiarando l’intenzione di creare un governo che garantisse libertà civili e religiose. I ribelli organizzarono una milizia e, nel tentativo di procurarsi polvere da sparo, subirono perdite. Il 20 giugno si combatté la battaglia di Olompali contro le forze di Castro, unico scontro armato della rivolta. Frémont arrivò a Sonoma il 25 giugno con novanta uomini e il 5 luglio propose di unire i ribelli al suo gruppo formando il California Battalion. Il 9 luglio la repubblica cessò di esistere quando la bandiera americana fu issata a Sonoma e a Sutter’s Fort.
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