martedì 13 gennaio 2026

IL "QUARTO STATO" DI GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

 

    Il quarto stato è un dipinto a olio su tela di Giuseppe Pellizza da Volpedo realizzato nel 1901 e conservato dal luglio 2022 alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Il quadro è il risultato finale di un lungo percorso creativo avviato all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento e basato su studi, bozzetti e versioni preparatorie. Il primo bozzetto risale al 1891 e si intitola Ambasciatori della fame, opera ispirata a una manifestazione di protesta di operai nella piazza Malaspina di Volpedo; esso costituì la prima tappa di un processo che vide molteplici varianti e rielaborazioni. Tra queste, nel 1895-1896 Pellizza realizzò una versione intermedia denominata Fiumana, caratterizzata da una vasta massa di figure disposte secondo una composizione articolata e da uno studio approfondito della luce e del colore utilizzando tecniche pittoriche divisioniste. Insoddisfatto dei risultati tecnici e motivato anche dagli eventi sociali italiani, tra cui il massacro di Bava-Beccaris a Milano, nel 1898 l’artista iniziò una nuova fase di lavoro elaborando il bozzetto noto come Il cammino dei lavoratori, nel quale accentuò la gestualità delle figure e la plasticità delle prime file, delineando uomini e donne che avanzano in modo lento ma deciso. Questo studio richiese circa tre anni di lavoro e portò Pellizza a completare l’opera definitiva nel 1901, che egli intitolò Il quarto stato in riferimento all’idea di una classe operaia autonoma e consapevole. 



    Il dipinto fu presentato per la prima volta al pubblico alla Quadriennale di Torino nel 1902, accompagnato da un’altra tela dell’artista, ma non ottenne riconoscimenti ufficiali né venne acquistato da istituzioni o collezioni pubbliche. Il quadro fu successivamente diffuso attraverso la stampa e riproduzioni, guadagnando notorietà anche al di fuori delle esposizioni ufficiali. Pellizza riuscì a esporre la propria opera in una mostra solo una volta, nel 1907 a Roma, poco prima di togliersi la vita. Dopo un periodo di oblio, nel 1920 Il quarto stato fu ripresentato in una retrospettiva monografica a Milano, evento che favorì una sottoscrizione pubblica per l’acquisto dell’opera dagli eredi; nel 1921 entrò così a far parte delle collezioni civiche milanesi. Nel corso del tempo la tela ha avuto diverse collocazioni espositive prima di giungere nel luogo attuale. La scena raffigura una processione di lavoratori che avanza, con figure frontali, espressioni determinate e gesti naturali, collocati su uno sfondo aperto e illuminato in modo da suggerire un senso di movimento compatto e un significato sociale legato alla presenza della classe dei lavoratori.