lunedì 5 gennaio 2026

STORIA DEI TRANSATLANTICI SATURNIA E VULCANIA (1926-1974)

 

    I transatlantici Saturnia e Vulcania furono due grandi motonavi italiane gemelle progettate negli anni Venti come simboli dell’alta navigazione passeggeri sotto il tricolore italiano. Furono costruite nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone per la Cosulich Line di Trieste: la Saturnia fu impostata nel 1925 e varata il 29 dicembre di quell’anno, entrando in servizio nel 1927 sulla rotta verso il Sud America prima e poi verso New York; la Vulcania, varata il 18 dicembre 1926, salpò per il suo viaggio inaugurale il 19 dicembre 1928 da Trieste verso Napoli, Patrasso e New York. Entrambe si distinguevano per la linea elegante, gli interni curati e, per l’epoca, l’adozione di motori diesel che garantivano una velocità di crociera di circa 19–21 nodi, oltre a un ampio spazio per passeggeri di diverse classi e cabine con balconi privati, una novità significativa nel settore. Nel corso degli anni Trenta i due transatlantici furono integrati nella flotta della nuova Italia di Navigazione, nata dalla fusione delle maggiori compagnie italiane. 



    Durante la Seconda guerra mondiale continuarono a operare in servizi di trasporto nonostante le difficoltà: entrambe furono impiegate anche come navi trasporto truppe e ospedaliere sotto differenti autorità alleate dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Terminata la guerra, ripresero la navigazione commerciale sulle rotte tra Italia e Nord America, contribuendo alla ripresa delle migrazioni transatlantiche e del turismo marittimo. Nel dopoguerra Saturnia e Vulcania rimasero tra le navi italiane più amate in Atlantico grazie alla loro longevità e agli interni rimasti in gran parte inalterati. Saturnia fu ritirata dal servizio e demolita nel 1965, segnando la fine di quasi quattro decenni di navigazioni; Vulcania, venduta alla Siosa Grimaldi Line e rinominata Caribia, continuò a navigare come nave da crociera fino al 1972. Nel 1973 fu radiata e l’anno successivo venne condotta a Taiwan per la demolizione, chiudendo così la lunga epoca dei grandi transatlantici italiani gemelli.