venerdì 3 ottobre 2025

USO MILITARE DEI DIRIGIBILI ITALIANI DURANTE LA GUERRA ITALO-TURCA (1911-1912)

 

    I dirigibili italiani P2 e P3 furono impiegati nella guerra italo‑turca (1911‑1912) per ricognizione, bombardamento e rilievi fotografici; i due semirigidi effettuarono complessivamente 128 missioni e realizzarono un rilievo fotografico di Tripoli composto da circa 500 immagini. Nel corso del conflitto la Sezione Aerostatica italiana inviò in Libia dirigibili semirigidi del tipo indicato come P.2 e P.3, che furono sgonfiati, smontati e imbarcati a Napoli sul piroscafo Toscana per essere trasferiti a Tripoli dove era in costruzione un aeroscalo con due aviorimesse; durante il trasferimento e i lavori di allestimento una violenta libecciata del 16 dicembre 1911 distrusse gli hangar in costruzione e danneggiò gli involucri, ma le riparazioni furono eseguite e i mezzi poterono effettuare ascensioni di prova. I dirigibili impiegati furono utilizzati in operazioni di esplorazione, ricognizione fotografica e bombardamento; il personale che li armò e li condusse era composto da elementi misti della Marina e dell’Esercito, con coordinamento operativo che permise l’impiego a supporto delle operazioni terrestri italiane in Cirenaica e Tripolitania. 



    Durante il periodo operativo i P.2 e P.3 completarono un totale di 128 missioni complessive; tra le attività svolte figurano ricognizioni aeree per individuare posizioni nemiche, osservazione dei movimenti delle truppe ottomane, guida dell’artiglieria e lanci di bombe leggere su obiettivi terrestri; le ascensioni venivano condotte cercando di mantenere i dirigibili al di fuori del raggio efficace del fuoco nemico, operazione che risultò generalmente possibile grazie all’altitudine e alla mobilità degli aerostati. I dirigibili eseguirono anche rilievi fotografici sistematici: fu realizzato un rilievo di Tripoli in scala 1:2000 composto da circa 500 fotografie formato 13×18 che coprivano un’area di circa 11 km², impiego che fornì mappe e informazioni cartografiche utili per le operazioni di sbarco e per la pianificazione delle azioni terrestri. L’impiego dei dirigibili nella guerra italo‑turca rappresentò la prima applicazione bellica sistematica di aerostati da parte delle forze armate italiane; oltre ai semirigidi P.2 e P.3, le forze italiane disponevano di altri aerostati di dimensioni variabili (modelli P, M e Parseval 17) che furono impiegati in funzione di supporto e ricognizione durante il conflitto, contribuendo all’evoluzione delle tecniche di guerra aerea e alla successiva organizzazione dell’aviazione militare italiana.