sabato 10 gennaio 2026

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA (1922-1962)

 

    Gianna Beretta Molla nacque a Magenta il 4 ottobre 1922 in una famiglia cattolica numerosa e profondamente religiosa, con radici veneziane e una lunga tradizione ecclesiastica. Fu la decima di tredici figli, otto dei quali sopravvissuti, e tre dei suoi fratelli intrapresero la vita religiosa. Ricevette il battesimo il giorno stesso della nascita e crebbe in un ambiente segnato da pratiche religiose costanti. Durante l’infanzia e l’adolescenza visse tra Magenta, Bergamo e Genova, seguendo gli spostamenti familiari dovuti a lutti e necessità. Frequentò scuole cattoliche e partecipò attivamente alla vita parrocchiale, maturando una formazione spirituale rigorosa. Tornata a Magenta nel 1942, si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia, studiando tra Milano e Pavia, dove si laureò nel 1949. Aprì un ambulatorio a Mesero e nel 1952 si specializzò in pediatria, esercitando la professione con particolare attenzione agli aspetti umani e spirituali del rapporto medico-paziente. 



    Parallelamente svolse attività nell’Azione Cattolica e nelle opere caritative locali. Il 24 settembre 1955 sposò l’ingegnere Pietro Molla e si trasferì a Pontenuovo di Magenta, dove divenne responsabile del consultorio materno-infantile e prestò assistenza volontaria nelle scuole. Ebbe tre figli tra il 1956 e il 1959. Nel 1961, durante una nuova gravidanza, le fu diagnosticato un fibroma uterino; prima dell’intervento chiese ai medici di salvare il bambino. Portò a termine la gestazione e il 21 aprile 1962 nacque la figlia Emanuela, ma Gianna sviluppò una grave peritonite e morì il 28 aprile 1962 a 39 anni. Fu sepolta a Mesero. La causa di beatificazione iniziò nel 1972 e nel 1991 fu dichiarata venerabile. Il 24 aprile 1994 fu proclamata beata e nel 2004 santa, dopo il riconoscimento di un miracolo avvenuto in Brasile nel 2000, riguardante la sopravvivenza di una bambina nata in condizioni cliniche ritenute incompatibili con la vita. La sua memoria liturgica è il 28 aprile e la sua tomba a Mesero è meta di pellegrinaggi. A lei sono dedicati un santuario e diverse iniziative di culto e studio.