lunedì 29 dicembre 2025

MISTERI RISOLTI: L'OCCHIO DEL CAMALEONTE

 

    I camaleonti sono tra i rettili più affascinanti del mondo animale, celebri per una serie di caratteristiche davvero uniche. La più nota è senza dubbio la capacità di cambiare colore: un’abilità che non serve soltanto a mimetizzarsi tra rami e foglie, ma anche a comunicare con altri individui e a reagire a variazioni ambientali come luce, temperatura o stress. Un altro tratto sorprendente è la loro lingua, estremamente lunga e capace di scattare verso la preda a velocità impressionanti, trasformando il camaleonte in un cacciatore rapido e preciso. Ma ciò che colpisce maggiormente chi li osserva sono i loro occhi: grandi, sporgenti e in grado di muoversi in modo indipendente l’uno dall’altro. Questa mobilità permette al camaleonte di scandagliare l’ambiente circostante con un campo visivo quasi totale, individuando insetti anche a distanza senza dover muovere il corpo. Quando però deve colpire un bersaglio, gli occhi convergono nella stessa direzione, creando una visione tridimensionale che consente di stimare con precisione la distanza della preda. 



    È il meccanismo della stereopsi, fondamentale per la loro strategia di caccia silenziosa e accurata. Un recente studio guidato da Jurun Daza della Sam Houston State University ha aggiunto un tassello inatteso alla conoscenza di questi animali. Analizzando campioni di camaleonti tramite tomografia a raggi X e microscopia elettronica, i ricercatori hanno scoperto che i nervi ottici – i fasci che collegano gli occhi al cervello – sono avvolti a spirale. Finora non si sapeva che questa struttura esistesse nei camaleonti, e la scoperta apre nuove ipotesi sul funzionamento del loro sistema visivo. Secondo gli studiosi, la forma spiralata potrebbe conferire ai nervi una particolare plasticità rotazionale, permettendo loro di allungarsi e accorciarsi in modo efficiente durante i movimenti oculari estremi tipici della specie. Questa flessibilità sarebbe quindi un elemento chiave per sostenere sia l’indipendenza dei due occhi sia la loro capacità di sincronizzarsi quando serve una visione 3D precisa. Un adattamento raffinato, che contribuisce a rendere il camaleonte uno dei più straordinari cacciatori visivi del regno animale.