Giovanni Boldini nacque a Ferrara il 31 dicembre 1842; il padre Antonio, pittore, lo avviò presto al disegno. Nel 1862 si trasferì a Firenze, studiò all’Accademia di Belle Arti con Stefano Ussi ed Enrico Pollastrini e frequentò il Caffè Michelangiolo, ambiente dei Macchiaioli, dove consolidò l’attenzione per luce, movimento e osservazione dal vero. Dopo esperienze e viaggi tra Italia e Inghilterra, nel 1871 si stabilì a Parigi, entrando nel circuito del mercante Adolphe Goupil: inizialmente dipinse scene di genere e vedute, poi si concentrò sul ritratto, diventando uno dei pittori più richiesti della società internazionale della Belle Époque. Il suo stile univa resa psicologica, eleganza mondana e pennellata rapida e allungata che suggeriva gesto e fruscio degli abiti.
Nel suo atelier posarono aristocratici, collezionisti, artisti e celebrità; tra i ritratti più noti figurano quelli di donna Franca Florio, della marchesa Luisa Casati e di Consuelo Vanderbilt. Viaggiò spesso, nel 1897 espose anche a New York; fu invitato più volte alla Biennale di Venezia e nel 1919 ricevette la Legion d’onore. Dal 1917 ebbe un grave calo della vista e ridusse l’attività. Nel 1929 sposò la giornalista Emilia Cardona. Morì a Parigi l’11 gennaio 1931 e fu sepolto alla Certosa di Ferrara; a Palazzo Massari il Museo Giovanni Boldini conserva dipinti, opere su carta e materiali provenienti dalla sua casa-atelier parigina. A Parigi usò molto anche pastelli e disegni per studiare pose e gesti, e visse al boulevard Berthier, da cui provengono arredi e documenti oggi conservati a Ferrara.
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