lunedì 29 dicembre 2025

BATTAGLIA DI GIARABUB (1940-1941)

 

    La battaglia di Giarabub si svolse tra il dicembre 1940 e il marzo 1941 nel deserto libico orientale, al confine con l’Egitto, durante la campagna del Nordafrica della Seconda guerra mondiale. L’oasi di Giarabub, isolata e difficilmente raggiungibile, ospitava un presidio italiano che controllava un punto strategico lungo le rotte carovaniere del Sahara. Dopo l’inizio dell’offensiva britannica Compass, le forze del Commonwealth decisero di eliminare la guarnigione, considerata un elemento di disturbo alle linee di comunicazione. Il presidio italiano, composto prevalentemente da reparti di frontiera, carabinieri e ascari libici, rimase progressivamente isolato a causa della superiorità aerea e della mancanza di rifornimenti. L’assedio fu condotto principalmente da unità australiane, che circondarono l’oasi e bombardarono sistematicamente le posizioni difensive. 



    Nonostante la scarsità di acqua, munizioni e viveri, la guarnigione italiana resistette per oltre tre mesi, adattandosi alle condizioni estreme del deserto e respingendo ripetuti attacchi. Il 21 marzo 1941, esaurite le risorse e senza possibilità di soccorsi, il comandante italiano ordinò la resa. La caduta di Giarabub ebbe un valore militare limitato, ma assunse un forte significato simbolico, sia per la propaganda britannica sia per quella italiana, che esaltò la lunga resistenza del presidio isolato. L’episodio è ricordato come uno degli assedi più duri e prolungati combattuti in condizioni ambientali estreme durante la guerra nel deserto nordafricano.