Il polittico noto come L’adorazione dell’Agnello Mistico, realizzato nel 1432 e conservato nella cattedrale di San Bavone a Gand, è un’opera dei fratelli Hubert e Jan van Eyck, commissionata dal mercante Joos Vijd e dalla moglie Elisabeth Borluut per la loro cappella privata. È composto da ventiquattro pannelli dipinti a olio su tavola di rovere, organizzati in una visione aperta e una chiusa. Aperto, mostra nella parte superiore Cristo affiancato dalla Vergine e da Giovanni Battista, circondati da angeli musicanti e cantori, con le figure di Adamo ed Eva ai lati. Nella parte inferiore è rappresentata la scena centrale dell’adorazione dell’Agnello di Dio, posta in un paesaggio simbolico con gruppi di santi, profeti e patriarchi che convergono verso l’altare, mentre lo Spirito Santo domina dall’alto. A pannelli chiusi compaiono l’Annunciazione, i ritratti dei donatori e due santi in grisaille. L’opera fu iniziata da Hubert, morto nel 1426, e completata da Jan, come indicato da un’iscrizione scoperta nel XIX secolo.
Nel corso dei secoli subì numerosi spostamenti, restauri e danneggiamenti: fu smontata durante le rivolte iconoclaste del 1566, requisita dai francesi nel 1794, venduta in parte a collezionisti privati nel XIX secolo, trasferita in Germania durante entrambe le guerre mondiali e infine restituita al Belgio. Il pannello dei Giudici Giusti fu rubato nel 1934 e mai recuperato; oggi è sostituito da una copia realizzata da Jef Vanderveken nel 1945. L’opera è considerata un capolavoro dei primitivi fiamminghi per l’uso innovativo della tecnica a olio, la precisione naturalistica, la resa della luce e il complesso simbolismo teologico basato sull’Apocalisse. Numerosi studi scientifici e restauri, tra cui quelli del 1950 e del 2010, hanno analizzato pigmenti, stratigrafie e condizioni conservative. Il polittico ha influenzato profondamente la pittura europea del XV secolo, ispirando artisti fiamminghi, tedeschi e catalani, e presenta affinità compositive con opere come La Fonte della Grazia. La struttura iconografica, ricca di iscrizioni latine e riferimenti biblici, riflette la cultura religiosa e il contesto sociale della borghesia fiamminga del Quattrocento, legata al mecenatismo privato e alla devozione domestica.
.jpg)