lunedì 15 dicembre 2025

UNO JACK LO SQUARTATORE MLANESE: ANTONIO BOGGIA (1799-1862)

 

    Antonio Boggia nacque il 23 dicembre 1799 a Urio, sul lago di Como, e si trasferì a Milano a 19 anni, avviando un’attività edile fallita in breve tempo. Denunciato per truffa e cambiali scadute, nel 1824 fuggì in Piemonte, dove fu incarcerato per tentato omicidio, riuscendo poi a evadere. Tornato a Milano grazie all’amico d’infanzia Angelo Serafino Ribbone, trovò lavoro come fuochista a Palazzo Cusani. Nel 1831 si sposò e andò a vivere in via Nerino 2, prendendo anche un magazzino in Stretta Bagnera. Dopo la morte della moglie rimase con i figli e frequentava la chiesa di San Giorgio al Palazzo. Nel 1851 fu denunciato per tentato omicidio ai danni del contabile Giovanni Comi, colpito con un’ascia nello scantinato di Bagnera, episodio che portò a un internamento alla Senavra. Nel 1849 aveva già ucciso Ribbone, attirandolo nel magazzino e appropriandosi dei suoi risparmi tramite false procure. Nel gennaio 1850 eliminò il mediatore di granaglie Giuseppe Marchesotti, convinto a portare con sé 4000 svanziche per un affare, scomparso dopo essere stato visto con lui. 



    Nell’aprile 1850 uccise il fabbro Pietro Meazza, proprietario di una bottega al Carrobbio, di cui amministrò e vendette l’attività tramite procura falsificata. Nel maggio 1859 assassinò Ester Maria Perrocchio, proprietaria dello stabile di via Santa Marta 10, di cui ottenne la procura dopo averne occultato il cadavere mutilato nel sottoscala. Le indagini del giudice Cesare Crivelli, avviate dopo la denuncia del figlio Giovanni Murier per la scomparsa della madre, portarono alla scoperta del corpo della Perrocchio e successivamente di tre scheletri nella cantina del magazzino di Bagnera, identificati come Ribbone, Marchesotti e Meazza. Boggia fu arrestato nel 1860 e processato nel novembre 1861 con accuse di omicidio a scopo di rapina, tentato omicidio e truffe. Il processo durò una settimana e si concluse con la condanna a morte per impiccagione. I ricorsi furono respinti e il re non concesse la grazia. L’esecuzione avvenne l’8 aprile 1862 a Milano, rendendolo il primo serial killer della città e l’ultimo civile condannato a morte prima dell’abolizione della pena capitale in tempo di pace.


LA MANNAIA USATA DA ANTONIO BOGGIA