Nel gennaio 1899 si concluse il dominio spagnolo su Cuba: il 1º gennaio le truppe spagnole lasciarono l’isola e il controllo passò agli Stati Uniti, segnando la fine della guerra ispano-americana. In Italia, nello stesso giorno, il re Umberto I era al potere e il governo era guidato da Antonio di Rudinì, con Giuseppe Saracco presidente del Senato e Giuseppe Zanardelli presidente della Camera. Il 4 gennaio la stampa italiana riportava la composizione del governo: Rudinì era anche ministro dell’Interno, Felice Napoleone Canevaro agli Esteri, Camillo Finocchiaro Aprile alla Giustizia, Paolo Carcano alle Finanze, Pietro Vacchelli al Tesoro, Alessandro Asinari di San Marzano alla Guerra, Giuseppe Palumbo alla Marina, Guido Baccelli all’Istruzione, Pietro Lacava ai Lavori Pubblici e Alessandro Fortis all’Agricoltura. Il 15 gennaio a Trieste si svolse una manifestazione irredentista che vide la partecipazione di numerosi cittadini italiani, segnalando la tensione politica nell’area. Il giorno successivo, 16 gennaio, in Etiopia venne firmata la pace tra Ras Mangascià e Ras Maconnen, stabilizzando temporaneamente la situazione interna del paese.
In Italia, nello stesso mese, Edmondo De Amicis pubblicò il libro La carrozza di tutti, che riscosse un successo immediato con sette edizioni esaurite in tre settimane. Sempre in gennaio le linotype furono impiegate per la prima volta in Italia, segnando un progresso tecnico nella stampa. Nel contesto internazionale, il papa era Leone XIII e l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, mentre in Italia si discuteva il nuovo disegno di legge coercitivo sulla sicurezza pubblica proposto dal governo Pelloux, conseguenza della repressione dei moti del pane del 1898. In ambito culturale e politico, il mese fu caratterizzato da fermenti irredentisti e da tensioni parlamentari, con i radicali e i socialisti impegnati in campagne ostruzionistiche contro le misure governative. In sintesi, gennaio 1899 vide la fine del dominio coloniale spagnolo a Cuba, la definizione di equilibri politici in Etiopia, manifestazioni irredentiste in Italia, innovazioni tecniche nella stampa e un successo editoriale di De Amicis, mentre il governo italiano affrontava le conseguenze delle agitazioni sociali dell’anno precedente.
