martedì 18 novembre 2025

BOMBARDAMENTI SU FOGGIA NELL'ESTATE 1943

 

    Tra maggio e settembre 1943 la città di Foggia fu oggetto di intensi bombardamenti da parte delle forze aeree anglo-americane, con l’obiettivo di neutralizzare il sistema aeroportuale e ferroviario che costituiva un nodo strategico per i collegamenti militari dell’Asse. La città disponeva di numerosi campi di aviazione utilizzati dalla Regia Aeronautica e dalla Luftwaffe, fondamentali per il controllo del Mediterraneo e per le operazioni in Grecia e nei Balcani. I bombardamenti iniziarono alla fine di maggio e si intensificarono nel mese di luglio, quando il 22 luglio 1943 un attacco massiccio colpì la stazione ferroviaria di viale XXIV Maggio, affollata di militari richiamati e civili, causando migliaia di vittime. Nei giorni successivi altre incursioni distrussero quartieri cittadini, infrastrutture e depositi, con particolare accanimento sugli scali ferroviari e sugli aeroporti di Amendola, Arpinova, Tortorella e San Severo. Il 19 agosto un nuovo bombardamento devastò il centro urbano, mentre il 8 e il 18 settembre ulteriori attacchi precedettero e seguirono l’armistizio di Cassibile. 



    Le perdite civili furono altissime: le stime oscillano tra 20.000 e 22.000 morti, rendendo Foggia una delle città italiane più colpite dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oltre alle vittime, migliaia di feriti e sfollati furono registrati, con la distruzione di gran parte del patrimonio edilizio, delle chiese, degli ospedali e delle scuole. Gli attacchi provocarono anche la perdita di almeno otto bombardieri B-24 e alcuni B-17 da parte degli Alleati. La città, ridotta a macerie, fu occupata dalle truppe britanniche il 27 settembre 1943 e divenne base operativa per le forze alleate grazie agli aeroporti rimessi in funzione. La tragedia di Foggia rimase impressa nella memoria collettiva per l’entità delle distruzioni e per il numero elevatissimo di vittime civili, con interi quartieri cancellati e famiglie annientate. I bombardamenti segnarono la fine del ruolo strategico della città come nodo ferroviario e centro aeroportuale dell’Asse, trasformandola in avamposto alleato per le operazioni in Italia e nei Balcani.