venerdì 14 novembre 2025

BALESTRIERI GENOVESI - IL TERRORE D'EUROPA

 

    I balestrieri genovesi furono un corpo scelto medievale della Repubblica di Genova, impiegato sia nella difesa cittadina sia come truppe mercenarie al servizio di altre potenze. La loro fama si consolidò tra XII e XIV secolo, con impieghi decisivi nella Prima crociata, quando Guglielmo Embriaco guidò i genovesi alla presa di Gerusalemme nel 1099, e nelle grandi battaglie navali come Meloria e Curzola. L’organizzazione prevedeva bandiere di venti uomini guidati da un connestabile, fino a compagnie di centinaia o migliaia sotto il comando di nobili famiglie genovesi. L’arruolamento richiedeva buona vista e valore, con garanzia di un responsabile in caso di diserzione. I soldati giuravano fedeltà alla Repubblica e ricevevano stipendio con ferma breve, provenendo spesso dagli strati popolari di Savona, entroterra ligure, Monferrato, Parma, Piacenza, Pavia e Corsica. L’armamento consisteva in balestra manesca caricata con crocco da cintura, daga, elmo leggero, gorgiera, cotta di maglia e palvese sorretto da uno scudiero detto pavesaro. 



    Ogni balestriere portava almeno venti quadrelli e ogni galea genovese in guerra doveva imbarcarne almeno quattro, esentati dai lavori di bordo. Tatticamente si schieravano su terreni asciutti e sopraelevati, caricavano protetti dal palvese e potevano ritirarsi o ricollocarsi dopo alcune scariche. Le balestre genovesi erano in grado di perforare armature a centinaia di metri, i balestroni da mura fino a 400. Furono assoldati da città e signori italiani come Gavi, Asti, Siena, Firenze, Pisa, dai marchesi di Saluzzo e Monferrato, dai Savoia e dai Visconti. Nel 1247 a Parma una sortita di seicento balestrieri spinse Federico II a mutilare prigionieri per impedirne l’uso dell’arma. Nel 1409 circa mille furono schierati a Sanluri dal giudice d’Arborea, ma la battaglia si concluse con un massacro. Durante la guerra dei cent’anni Genova seguì la Francia e a Crécy nel 1346 i balestrieri al comando di Ottone Doria furono travolti dagli arcieri inglesi e dalla cavalleria francese, subendo perdite gravissime. Dopo questa sconfitta la loro fama declinò, ma continuarono a essere impiegati fino al Cinquecento, quando l’introduzione delle armi da fuoco rese la balestra obsoleta e il corpo perse importanza fino allo scioglimento.