Julius Leblanc Stewart nacque a Filadelfia nel 1855 da una famiglia americana benestante e si formò artisticamente in Francia, dove si stabilì fin da giovane. Studiò all’École des Beaux-Arts di Parigi sotto la guida di Jean-Léon Gérôme, assimilando una solida impostazione accademica che rimase alla base del suo linguaggio pittorico. La sua carriera si svolse quasi interamente in Europa e fu strettamente legata alla vita mondana parigina della Belle Époque. Stewart si specializzò in scene di genere ambientate in interni lussuosi, salotti aristocratici, imbarcazioni eleganti e ricevimenti mondani, popolati da figure femminili raffinate e da personaggi dell’alta società. La sua pittura si distingue per la precisione del disegno, l’accuratezza nella resa dei tessuti, degli arredi e degli oggetti decorativi, oltre che per una tavolozza luminosa e ricercata.
Accanto alle scene mondane, realizzò anche nudi femminili e soggetti storici o orientalistici, trattati con lo stesso gusto per il dettaglio e la compostezza formale. Espose regolarmente al Salon di Parigi, ottenendo un notevole successo di pubblico e collezionisti, soprattutto tra la clientela internazionale attratta dall’immagine elegante e sofisticata della società fin de siècle. Pur vivendo in un’epoca segnata dall’emergere delle avanguardie, Stewart rimase fedele a una pittura tradizionale, legata ai valori dell’accademismo e alla celebrazione del lusso e del piacere visivo. Morì a Parigi nel 1919, lasciando una produzione che documenta in modo emblematico il gusto e l’atmosfera dell’alta società europea tra Otto e Novecento.
